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Virtualizzazione e Disaster Recovery |
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Lunedì 14 Giugno 2010 17:54 |
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Osservando le tendenze 2010 nella definizione dei piani di Disaster Recovery è diventato chiaro che la virtualizzazione è un elemento chiave. Una indagine condotta da Symantec ha provato che buona parte delle organizzazioni sta rivalutando i piani di DR in funzione della virtualizzazione. Ma perché? Il vantaggio della virtualizzazione in tema di DR è ovvio: consolidare più server virtuali su un solo server fisico riduce il numero dei server da acquistare per i siti alternativi abbattendone gli investimenti in conto capitale e mitigando in tal modo uno dei punti dolenti dei piani di DR ovvero il costo dei beni inattivi.
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Oracle DataGuard e AWS (3-Risultati finali) |
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Domenica 23 Maggio 2010 15:32 |
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Questa sezione cercherà di analizzare i dati raccolti durante lo studio di fattibilità per comprendere se una installazione basata su Dataguard può essere supportata dall’infrastruttura esistente ed eventualmente intervenire con l’aggiunta di risorse o con la modifica della configurazione esistente.
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Oracle DataGuard e AWS (1-Introduzione) |
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Sabato 15 Maggio 2010 14:15 |
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La realizzazione di un sistema di Disaster Recovery per un sito Oracle mediante DataGuard richiede di replicare il sito primario su un sito secondario remoto. I due siti non devono avere necessariamente la stessa configurazione in termini di risorse; è però fondamentale che siano basati sulla stessa piattaforma e lo stesso sistema operativo ovvero Linux su Linux, Windows su Windows, Intel x32 su Intel x32, ….
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Oracle DataGuard e AWS (2-Fattibilità) |
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Giovedì 20 Maggio 2010 14:24 |
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Prima di avviare la fase operativa è necessario eseguire alcune rilevazioni sull’istanza da inserire nell’infrastruttura di Disaster Recovery per ricavare i dati necessari alla compilazione di un preventivo via AWS Simply Monthly Calculator e quelli necessari per verificare se il collegamento di rete è in grado di reggere il traffico generato dal database in standby.
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Lunedì 10 Maggio 2010 13:59 |
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Uno dei principali ostacoli all’implementazione di un piano di Disaster Recovery è il costo dei beni inattivi, un investimento infruttuoso che provoca sempre qualche turbamento. Il consueto approccio al Disaster Recovery prevede la duplicazione delle risorse critiche, la replicazione dei dati ed un insieme di procedure di gestione e controllo del piano di attività da attuare a seguito dell’evento critico. Per definizione le risorse duplicate rimangono inattive in attesa dell’evento, il loro costo va ad appesantire il budget IT in modo più o meno equivalente ai costi del sito primario; molto dipende dagli obiettivi del piano (Recovery Point – RPO e Recovery Time – RTO) e da quanta parte del sistema informativo debba essere ripristinato e sostenuto dal sito secondario. E’ benvenuta, quindi, qualsiasi operazione che possa trasformare i beni inattivi in strumenti operativi a supporto del business quotidiano incrementando il ROI del progetto di Disaster Recovery.
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